29
settembre

I PIONIERI DELLO SPIRITO

…   I pionieri dello spirito sono i responsabili  delle  differenze  tra la nostra epoca e quella precedente, perché  sono essi che ci hanno fatto prendere coscienza della nostra  immane e terribile potenza negativa. Questa presa  di coscienza rappresenta la conquista più importante della nostra mentalità attuale.

Sono i pensieri di questi pionieri che hanno reso sensibili i giovani ad avvertire la discrepanza che esiste fra i principi  accettati dalla nostra cultura e la realtà del nostro vivere. Poiché le generazioni adulte non sanno, come non lo hanno mai saputo nemmeno nel passato, porre rimedio a questa situazione, tocca ai giovani sperimentare le vie tracciate dai nuovi  ideali.  I giovani sono perciò coloro che oggi  hanno maggior  coscienza della dignità e della responsabilità della persona e delle esigenze di  una vita più autenticamente umana… “  ( BdB “La Dimensione Umana” -  ed. 1971 pag. 317; ed. 1986 pag. 234; ed. 2006  pag. 287)

 “Ma non tutti  i pionieri dello spirito sono riconosciuti, pur essendo essi  i responsabili di molti aspetti  della nostra dimensione umana.

 In tutti i tempi  ci sono stati uomini e donne che, pur  vivendo in modo oscuro, sepolti in conventi  o lavorando utilmente ai margini della società, sono stati tuttavia gli strumenti attraverso  i  quali lo “Spirito” è penetrato nell’umanità.  Il  loro pensiero, forte e puro, anche se non è stato comunicato ad altri, anche se non è stato stampato su giornali o in un libro, ha tuttavia influenzato il mondo perché è stato profondamente vissuto.

 Altri  pionieri  invece sono stati combattuti, derisi e fatti  tacere con la forza  o costringendoli  alla miseria.  Ma il pensiero forte e puro non può essere fermato, perché esso si muove in una dimensione  in cui l’uomo non può innalzare barriere.  Solo la mente può isolarsi dal mondo puro dei  pensieri, costruendo ella stessa  le sue barriere, il suo carcere.

Nel  1793 un grande pioniere dello spirito, l’inglese William Godwin (1756-1836), nella sua  opera violentemente condannata dagli uomini del suo tempo: “An  enquiry concerning political justice and its influence on general virtue and happiness,” ha scritto:

“La migliore garanzia per un felice risultato sta in una libera e sconfinata discussione.  In una lotta condotta in questa direzione deve vincere sempre la verità.

 Se vogliamo migliorare le istituzioni sociali dell’umanità, dobbiamo cercare di convincere con la parola scritta e parlata. Questa attività non ha confini, questo lavoro non concede interruzioni. Tutti i mezzi devono essere utilizzati, non soltanto per destare l’attenzione della massa e per portarla attraverso la persuasione delle nostre vedute, quanto maggiormente per allontanare ogni impedimento al pensiero e per aprire ad ognuno il tempio della scienza ed il campo per  un proprio studio…”                                                    ( BdB  “La Dimensione Umana” –  ed. 1971  pag. 309-310; ed. 1986 pag.228-229;  ed. 2006 pag. 280- 28)1

 

“I  messaggi e il modo di vivere del Mahatma Gandhi, del dott. Albert Schweitzer e di molti altri pionieri dello spirito sono stati ampliamente propagandati in questi ultimi decenni dai mass media.  Anche se questa propaganda è stata fatta generalmente per scopi egoistici, essa ha raggiunto non soltanto l’anima dei poveri, degli affamati, degli assetati di giustizia, dei perseguitati, cioè di coloro che Gesù chiamò “beati”, ma anche  l’anima di chi ha sveglio il senso di responsabilità umana.  Anche le Chiese sono state scosse  da questi messaggi e da questi esempi di vita.

 Essi sono soprattutto  un rimprovero  per i  Cristiani che, pur avendo da millenni ripetuto le parole di Gesù “Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi”, tuttavia non hanno uniformato la loro vita a questo comandamento. “  (BdB – “La Dimensione Umana –ed. 1971 pag. 315-316;  ed. 1986 pag. 233;  ed. 2006  pag. 286)