29
settembre

AIDS – HIV

“Il vuoto dei sentimenti ha portato la gioventù ed i deboli a drogarsi. Non sono gli omosessuali e i drogati a diffondere l’Aids, bensì la vita contro Natura, il cibo troppo raffinato, la sofisticazione e l’ignoranza vestita di sicurezza che crea i ghetti, le ingiustizie, le confusioni, tutte le negatività. Gli omosessuali e i drogati sono le prime vittime di questa società egoistica e ignorante. Queste vittime sono come i topi che, nei tempi passati portavano la peste. Non erano colpevoli i topi se la società di allora viveva nella sporcizia fisica e morale. La peste era un castigo. L’Aids è un castigo e i colpevoli sono gli egoisti che producono cibo inscatolato privo di prana, che producono medicinali che arricchiscono le ditte farmaceutiche ma tolgono le difese naturali del corpo umano, che producono quella pubblicità che induce a ricorrere al sesso, alla violenza, alla guerra, come se queste cose negative fossero le più necessarie all’uomo.”  (BdB – Rivista L’Età dell’Acquario n. 40/1985 pagg.9-10)

“Coloro  che sono sensibili alla “realtà parallela” e  che praticano la E-Therapy, sono ossessionati dal senso di colpa di Giovanni Battista Morgagni (1682-1771), il grande medico fondatore dell’anatomia patologica, che  ora sa che la sua scienza è basata su errori per aver conosciuto solo la parte materiale del corpo umano, ignorando la realtà eterica ed astrale. Un’altra entità che è ossessionante, perché disturba tutti coloro che lasciano aperte le porte della propria mente alla realtà parallela, è il dotto antiquario Lorenzo Pignoria, nato a Padova il 12 ottobre 1571 e  morto di peste nel 1631. Curato di San Lorenzo, ebbe per amici i più importanti uomini del suo  tempo. Scrisse i trattati “” De servis et corum apud verseres Ministeriis e  Della consacrazione delle vergini”. “

Ora egli sa com’ è nato il flagello dell’AIDS  e come guarirlo e desidera che l’umanità di oggi  si difenda da tutti i mali combattendo le negatività della vita con l’amore e l’armonia.”   (BdB – “I nostri figli” – Rivista Età dell’Acquario n. 77/1992 pag. 4-5)

 

4 giugno 1975: ……quando i  teosofi, circa 100 anni fa, iniziarono a  parlare di disturbi psicosomatici  i medici  li  derisero…….LA  NUOVA  MEDICINA  psicosomatica  dovrà  lottare ancora a lungo per imporre la visione della realtà……

.CHE COS’E’  UN  VIRUS ?          (BdB – Singapore-Milano-Kano – Ed.  1976 -  pag. 244)

 

Nel  corso delle sue conferenze  Bernardino del  Boca affermò più volte che molte persone con diagnosi  di sieropositività  sarebbero morte per la paura generata dalla diagnostica  stessa.

 

 

RICERCHE  ATTUALI

“L’AIDS  non porta necessariamente alla morte, specialmente se si eliminano i co-fattori che supportano la malattia. E’ molto importante dare a questi  co-fattori  lo stesso peso che diamo all’hiv:
I  FATTORI PSICOLOGICI  SONO  DI VITALE  IMPORTANZA PER SOSTENERE  IL SISTEMA IMMUNITARIO.
E se si elimina questo sostegno, DICENDO A CHI E’ MALATO CHE E’ CONDANNATO A MORIRE, BASTERANNO  QUESTE  PAROLE  A CONDANNARLO”    (Luc Montagnier – premio Nobel  2008 per la scoperta dell’HIV-AIDS – Wikipedia)

Luc Montagnier scoprì nel  1983  il retrovirus  Hiv,  presunto responsabile della sindrome AIDS.

Da allora molti altri scienziati e ricercatori hanno indetto congressi,   scritto libri e rilasciato interviste per  dimostrare che non è mai stato isolato  alcun  retrovirus HIV.

Tra questi:

Peter Duesberg: dichiarò in Tribunale, sotto giuramento, di considerarsi il massimo esperto di virologia, autore di numerosi libri tra i quali “Aids il virus inventato” – ed. Baldini e Castoldi

Kary Mullis, premio Nobel 1993 per la chimica;

Stefan Lanka, genetista, virologo, biologo; Lanka si è presentato spontaneamente in un processo per sangue contaminato da Hiv dichiarando, sotto giuramento, che l’Hiv non esiste; Il Tribunale non ha trovato un solo scienziato ufficiale in grado di dimostrare scientificamente l’esistenza del virus in questione. Lanka è stato prosciolto dall’accusa di tentato omicidio per le sue dichiarazioni con sentenza del Tribunale di Gottingen del 24-2-97

Heinrich Kremer, direttore fino al 1988 della clinica specializzata per tossicomani della regione di Berlino, Brema, Amburgo e Bassa Sassonia

Alfred Hassig, professore di immunologia all’università di Berna e direttore della banca del sangue della Croce Rossa svizzera

De Marchi (psicologo) e Fabio Franchi (infettivologo), autori del libro “Aids la grande truffa”

Elio Rossi, patologo clinico e psicologo, autore del libro “Hiv e Aids – fine degli opposti estremismi”

Heinz Sanger, professore di biologia molecolare e virologia, premio Koch nel 1978

Harry Rubin, professore di biologia molecolare e cellulare

Richard  Strohman, professore di biologia cellulare

Harvey Bialy, biologo molecolare

Roger Cunninghan, immunologo, microbiologo e direttore del centro di immunologia di  Buffalo

Gordon Stewart, professore emerito di salute pubblica all’Università di Berna e direttore della banca del sangue della Croce Rossa Svizzera

Charles Thomas, professore di biochimica di Harvard

Joseph Sonnabend, fondatore dell’America Foundation per la ricerca sull’Aids

Andrei Herxheimer, professore di pharmacologia ad Oxford

Etienne de Harven, emerito professore di patologia all’Università di Toronto

Rike Geerd Hamer, medico scopritore delle correlazioni tra psiche-cervello-organi, autore del libro “Testamento per una Nuova Medicina”

Bernard  Forscher, Giuseppe de Micheli, Paolo Brunetti, Antonio Tagliati, Livia Ileana Duce, Guglielmo Campione e molti altri.

 

Al congresso  internazionale sull’Aids, tenutosi nel 2010 a Vienna , parteciparono circa 3500 scienziati dissidenti.
In questi ultimi anni L.  Montagnier ha però riscontrato che sempre più persone sieropositive  non hanno sviluppato la sindrome dell’Aids e  quindi  afferma:

“…..alcuni individui si infettano (HIV) ma non sviluppano la malattia (dell’AIDS) e mantengono spontaneamente sotto controllo la replicazione del virus: Questi individui vengono chiamati èlite proprio perché il loro sistema immunitario ha trovato il sistema giusto per bloccare il virus. La nostra speranza sta nello studio di questi individui   ( Nova “Il Sole24ore pag. 9 ” 11-12-2008)

“…..test genetici possono rilevare fattori ossidativi………..lo stress ossidativo può creare una mutazione del DNA ed è sovente correlato anche allo stress psicologico…………Mens sana in corpore sano ……bisogna convincere  medici e politici…..) (Trasmissione televisiva “Che tempo che fa” Rai 3 – 1 febbraio 2009)

Da un’intervista a L. Montagnier  divulgata su internet dal titolo: “Nobel Laureate Montagnier, HIV Can be cleared naturally House of numbers “:https://www.youtube.com/watch?v=tKyIBYKoT20

“Montagnier : Possiamo essere esposti all’Hiv molte volte senza essere infettati; il nostro sistema immunitario può far fronte al virus entro poche settimane se si ha un buon sistema immunitario!
Domanda: Se si ha un buon sistema immunitario non c’è pericolo di ammalarsi?
Risposta  di Montagnier: Sì!
Domanda: Anche gli africani se hanno un buon sistema immunitario possono evitare il contagio?
Risposta di Montagnier: Sì lo penso. E’ una conoscenza importante che è completamente trascurata. La gente pensa sempre a droghe o vaccini!
Domanda: Succede per denaro?
Risposta di Montagnier: Sì è per profitto

 

 

“È un mistero tra i più importanti nella ricerca dell’Aids il fatto che in un particolare tipo di scimmie il virus si replica e rimane attivo nel corpo senza dare malattia. Il che dimostra che non è solo l’infezione e la replicazione del virus a “uccidere” le persone. Ma c’è “qualcos’altro”», continua Silvestri, oggi a capo della divisione di Microbiologia e immunologia allo Yerkes National Primate Research Center della Emory University di Atlanta. Proprio lui e il suo team sono stati i primi a scoprire che in questi animali il virus è benigno, cambiando radicalmente la visione e di conseguenza l’approccio della ricerca verso la malattia.
«Il parametro che da sempre ha definito la progressione dell’infezione è la carica virale – continua l’immunologo – per cui il paradigma dell’Aids è: più virus hai nel sangue più velocemente ti ammali. Paradigma che non mi ha mai convinto fino in fondo e che ora con i nostri studi abbiamo messo in discussione».
“A trent’anni dalla sua scoperta, i ricercatori stanno ancora cercando di capire perchè il virus Hiv causa l’Aids, cioè in che modo il virus distrugge lentamente il sistema immunitario. È ancora una questione poco chiara, ma grazie alle ricerche di uno scienziato italiano “emigrato” negli Stati Uniti con una borsa di studio assegnata dal nostro ministero della Salute agli inizi degli anni ’90 si sta facendo luce sul meccanismo di “difesa-attacco” con studi di comparazione dell’infezione in organismi diversi. Guido Silvestri, 48 anni, ha messo a confronto gli esseri umani sieropositivi che sviluppano la malattia con i primati dell’Africa con infezione da Siv, o virus dell’immunodeficienza delle scimmie. «I due agenti virali, Hiv e Siv, sono molto simili per struttura genetica e molecolare, ma a differenza dell’uomo le scimmie infette non si ammalano» spiega l’immunologo italiano di origine marchigiane, che ha iniziato la sua carriera lavorando all’ospedale di Ancona, occupandosi proprio dei malati di Aids. Poi, come ricercatore negli Stati Uniti ha avuto la fortuna di lavorare con uno dei “guru” dell’immunodeficienza acquisita, Rafick-Pierre Sekaly. I due si rincontreranno oggi a Roma in occasione dell’apertura della Sesta conferenza dell’International Aids Society (Ias), tappa fondamentale per esaminare i recenti sviluppi nella lotta contro l’infezione.
«È un mistero tra i più importanti nella ricerca dell’Aids il fatto che in un particolare tipo di scimmie il virus si replica e rimane attivo nel corpo senza dare malattia. Il che dimostra che non è solo l’infezione e la replicazione del virus a “uccidere” le persone. Ma c’è “qualcos’altro”», continua Silvestri, oggi a capo della divisione di Microbiologia e immunologia allo Yerkes National Primate Research Center della Emory University di Atlanta. Proprio lui e il suo team sono stati i primi a scoprire che in questi animali il virus è benigno, cambiando radicalmente la visione e di conseguenza l’approccio della ricerca verso la malattia.
«Il parametro che da sempre ha definito la progressione dell’infezione è la carica virale – continua l’immunologo – per cui il paradigma dell’Aids è: più virus hai nel sangue più velocemente ti ammali. Paradigma che non mi ha mai convinto fino in fondo e che ora con i nostri studi abbiamo messo in discussione». L’équipe di Atlanta in una prima fase ha scoperto che le scimmie non combattono il virus ma ci convivono pacificamente, mantenendo bassi i livelli di risposta immunitaria. La loro ultima ricerca ha permesso di fare un ulteriore passo in avanti. «Il fatto che fosse soltanto una questione immunitaria non mi bastava – racconta Silvestri –. Così l’idea semplice, però mai sviluppata prima, è che se il virus infetta un particolare sottogruppo di cellule del sistema immunitario (della classe dei Cd4) meno importante e facilmente rimpiazzibile, l’organismo non ha necessità di aggredire il virus». Idea che Silvestri ha confermato nello studio appena pubblicato su «Nature Medicine». «Le scimmie, in pratica, hanno trovato il sistema di deviare il virus verso cellule poco importanti del sistema immunitario, ottenendo due risultati: il virus ha un posto dove andare, quindi non è costretto a evolvere diventando aggressivo; allo stesso tempo si protegge il sistema immunitario, perchè le cellule più importanti deputate alla difesa non vengono coinvolte. Il corollario di questo meccanismo è la chiave di volta: è il sistema immunitario stesso a capire che il virus non produce danni e quindi non serve innescare una immunoattivazione cronica. Ovvero una battaglia di retroguardia inutile, il citato “qualcos’altro” che porta alle complicanze dell’Aids. La malattia quindi deriva da un incompleto adattamento tra un retrovirus – l’Hiv – e il sistema immunitario di un ospite – l’uomo – che non si è ancora evoluto a sufficienza per attuare una convivenza pacifica. Eppure il 10% del nostro genoma è costituito da retrovirus, alcuni dei quali esprimono proteine necessarie alla vita umana, come il sincizio trofoblasto, un componente della placenta. In altre parole, siamo tutti figli di retrovirus. Già, ma queste nuove rivelazioni a quali strategie terapeutiche condurranno? «A identificare immunomodulatori specifici capaci di ridurre certe risposte immunitarie, da affiancare agli antiretrovirali. Perchè, anche se i farmaci oggi usati tengono sotto controllo il virus e hanno trasformato l’Aids in una malattia cronica – conclude Silvestri – esiste sempre una vena di reazione immunitaria che resta attiva e che nel lungo termine causa gravi complicazioni». Insomma, la strada del vaccino terapeutico sembra non avere più  senso.
(Francesca Cerati  – Imparare a convivere con l’Aids” – Il sole 24 ore Nova 24 – 17-7-2011)

Quest’articolo evidenzia che i ricercatori  microbiologici non considerano tra i co-fattori  gli aspetti psichici della malattia come invece  ha ora compreso anche il premio Nobel  L. Montagnier.

 

Daniele Mandrioli, nel 2009,  ha conseguito la laurea  in Medicina all’Università di Bologna, con 110 e lode, presentando  una tesi  su HIV-AIDS  che rileva gli errori, le discordanze, in sintesi la non veridicità delle teorie ufficiali su questo argomento. Su internet yout tube si può vedere una  parte della discussione della tesi.https://www.youtube.com/watch?v=UqBEptTOl0Q

 

 

Dai  video you tube: “La scienza del panico” e “House of numbers – epidemiologia e Aids”, pubblicati su internet si rileva:

- che più ricercatori (Montagnier, Sonnabend, Duesberg ecc. ) dichiarano che i test per la diagnosi di sieropositività sono inaffidabili;
- che alcune persone, con diagnosi di sieropositività, affermano di non avere sviluppato l’Aids per aver compreso che le vere cause di questa diagnostica erano ascrivibili all’assunzione di sostanze tossiche, ivi comprese quelle farmaceutiche, alla malnutrizione, cattiva igiene, veleni ambientali di varia natura ma anche  a  traumi-shock psichici, sovente causati dalla stessa diagnostica di sieropositività;
- che la giornalista scientifica Janine Roberts dichiara tutto il suo stupore per non aver trovato alcun documento dal quale risulti la scoperta del retrovirus HIV;
- che Etienne de Harven, professore emerito di patologia e specilista in microscopia elettronica dichiara che in un centro indiano si è preferito dichiarare malati di Aids persone affette invece da tubercolosi per avere più sovvenzioni da parte del ministero della sanità.
- che la diagnosi di sarcoma di Kaposi è sufficiente per diagnosticare la sindrome dell’Aids anche senza effettuare i test

 

“L’aids è un argomento da riscrivere. Dovremo rimettere in discussione tutto il paradigma aids. Prendiamo ad esempio il sarcoma di Kaposi, un tumore che recentemente viene associato ai malati di aids. E’ una patologia  che ha sempre colpito più frequentemente bambini e persone anziane, ora si  ritrova connessa all’aids. In particolare colpisce gli uomini omosessuali.
Ma come si spiega allora la connessione tra bambini, anziani e malati di aids?  Non c’è risposta. La concomitanza tra loro risulta invece chiara se vista alla luce delle Leggi Biologiche.
Il sarcoma di Kaposi è una lesione neoplastica del tessuto dermico e sottocutaneo che coinvolge anche i vasi con marcate emorragie, Il conflitto è connesso al tessuto ectodermico e quindi è chiaro il suo contenuto e il “sentito” biologico:  “Non mi sento più accarezzato, nessuno mi tocca più”
Lascio a voi intuire il legame che unisce bambini, anziani e omosessuali, reietti dalla società. Per i riscontri clinici non c’è bisogno di scomodare Hamer, basta leggere le conclusioni di ricercatori, scienziati virologi, come Peter Duesberg. Stephan Lanka, Kramer, il premio Nobel Kary Mullis insieme a molti altri che hanno messo in discussione tutta l’architettura del sistema hiv e aids.
Le divergenze tra gli scienziati continuano e si combattono su un fronte dove la legge è purtroppo legata a molti interessi in gioco. C’è un budget di 50 miliardi di dollari da suddividere, che le grandi potenze avrebbero così ripartito: 28 miliardi per l’aids e i restanti 22 per le problematiche ambientali.”        (Claudio Trupiano – “Grazie dr. Hamer” ed. 2007)

Louis Pasteur (1822-1895), fondatore della moderna microbiologia, verso la fine della sua vita terrena affermò,  come lo scienziato Antoine Béchamp (1816-1908), che non sono i microbi a causare le  malattie ma che essi si trovano su un terreno biologico già alterato da altri fattori  (traumi psichici, mancanza d’igiene,  alimentazione errata, inquinamento  terrestre, atmosferico, elettromagnetico, nucleare, armi biologiche, batteriologiche ecc.)